Sabato 30 maggio decido di accompagnare mia mamma in un pellegrinaggio organizzato dalla mia Comunità Parrocchiale al Santuario di Collevalenza. Mai ne avevo sentito parlare, né conoscevo la Beata Madre Speranza che, su indicazione del Signore, fece costruire il Santuario dell’Amore Misericordioso a Collevalenza, nel cuore dell’Umbria, tra le dolci colline che circondano Todi.
La storia del Santuario inizia nel 1951, quando Madre Speranza giunse a Collevalenza. Le fu indicato quello come luogo per dar vita a questo grande santuario. Inizialmente non sapeva dove fosse questo piccolo paesino, nemmeno le cartine lo indicavano, decise allora di chiedere indicazioni al Papa, che le indicò il luogo.
Per rispondere alla chiamata divina, avviò qui la realizzazione di un grande centro spirituale dedicato all’Amore Misericordioso, con l’obiettivo di offrire ai pellegrini un luogo di preghiera, riconciliazione e speranza.
Agli inizi del 1960, durante un’estasi, Madre Speranza, ebbe l’indicazione da Gesù su dove scavare per realizzare un pozzo, dalle acque miracolose e con esso delle piscine per il bagno dei malati, per questo il Santuario è anche detto la Piccola Lourdes.
Madre Speranza, al secolo Maria Josefa Alhama Valera, nacque il 29 settembre 1893 a Santomera, nella Spagna meridionale, in una famiglia molto povera che viveva in una capanna fatta da blocchi di terra e paglia, ma profondamente cristiana. Fin dalla giovinezza respirò un’aria ricca di valori umani e cristiani e presto manifestò il forte desiderio di consacrarsi a Dio.
Nel corso della sua vita fondò due congregazioni religiose: le Ancelle dell’Amore Misericordioso e i Figli dell’Amore Misericordioso. La sua missione era annunciare un’immagine di Dio non come giudice severo, ma come Padre buono, capace di accogliere, perdonare e amare ogni persona senza condizioni.
Nel corso della sua vita, Madre Speranza, ebbe diverse esperienze mistiche e tra queste ricordiamo i colloqui con Gesù, il fuoco dell’Amore Misericordioso, l’incontro con la Vergine Maria, il dono della bilocazione, la moltiplicazione dei beni, le stimmate.
Non conoscevo Madre Speranza ma sentire raccontare di lei e respirare l’aria di Collevalenza mi ha interpellata e incuriosita così tanto che non ho potuto fare a meno di comprare un libro e leggere della sua vita. Proprio nell’approfondire il cammino della sua esistenza ho notato tante cose in comune con Santa Gemma Galgani, la Santa mistica lucchese alla quale ho dedicato un libro uscito a marzo.
Madre Speranza morì l’8 febbraio 1983 a Collevalenza, dopo oltre trent’anni trascorsi al servizio della comunità e dei pellegrini. Le sue spoglie riposano nella cripta del santuario.
Nel luglio 1999, dopo aver bevuto l’acqua del Santuario di Collevalenza e pregato Madre Speranza, avvenne l’inspiegabile e improvvisa guarigione di Francesco Maria Fossa, un bambino affetto da una grave forma di allergia alimentare. Si aprì così nel 2001 l’inchiesta sulla guarigione del piccolo.
Nel 2013 venne promulgato il Decreto per la Beatificazione di Madre Speranza di Gesù e il 31 maggio 2014 la Chiesa cattolica l’ha proclamata Beata, riconoscendo ufficialmente l’esemplarità della sua vita e della sua testimonianza cristiana. Da allora la devozione verso Madre Speranza è cresciuta ulteriormente, attirando fedeli da ogni parte del mondo.
Se hai bisogno di vivere un momento forte di spiritualità, ti consiglio di fare un pellegrinaggio a Collevalenza.