Parola d’ordine: Ubuntu!

Incontro con i giovani delle Parrocchie dell'Arancio, San Concordio e Centro Storico di Lucca

Quando io e suor Gloriose siamo arrivate, mercoledì 24 giugno 2026, alla sala parrocchiale dell’Arancio (LU), abbiamo trovato una quindicina di ragazzi a giocare ai campetti: chi a calcio e chi a “sette e schiaccia”. Di sottofondo la musica emessa da una cassa bluetooth.
In punta di piedi ci siamo avvicinate e: Ciao a tutti ragazzi! Con una semplicità esemplare senza alcun tipo di imbarazzo, i giovani hanno salutato e ad accoglierci sono arrivati gli educatori, Nicola e Silvia, poi raggiunti anche da Laura e Ancilla.

Come vi chiamate? ha domandato Emily. Alle nostre risposte, è intervenuta di nuovo: Selene, io ho letto il tuo libro di quando sei stata in Congo.
Non nego che ogni volta che prendo consapevolezza che in molti, anche sconosciuti per me, hanno letto della mia esperienza missionaria, provo una grande emozione.

Noi eravamo lì per raccontare a quei giovani della missione. Avremo dovuto iniziare l’incontro dopo la pizza che abbiamo mangiato con gusto all’aria aperta.

Che facciamo? L’incontro si fa fuori che c’è più fresco o lo facciamo dentro così possiamo proiettare? domanda Nicola.

Ho già assistito a un incontro di suor Gloriose e Selene, io suggerisco di farlo dentro per vedere le immagini davvero significative che hanno da proporci risponde Caterina.

Così, terminata la cena, ci siamo sistemati nel grande salone e abbiamo iniziato la testimonianza.

Testimonianza Arancio-Gruppo Volti Santi-24.06.2026 (2)

Ho raccontato ai ragazzi dell’esperienza in Congo e Costa d’Avorio, degli incontri fatti con persone di culture diverse, dei legami stretti in Africa, delle tradizioni di questi Paesi, della mia paura iniziale ma anche della gioia vissuta e che culla ogni ricordo, dell’importanza dell’ascolto, della condivisione e della grande responsabilità della testimonianza e della sensibilizzazione.

Suor Gloriose ha toccato temi importanti come quello della fraternità universale e della pace che, anche nel racconto, proprio per il loro valore, necessitano di una cura, una sensibilità e un’attenzione speciale.

Un’ora e mezzo di ascolto e confronto che ci hanno condotto al concetto di Ubuntu: io sono perché noi siamo. Una parola così affascinante che racchiude in sé un significato profondo e determinante dal punto di vista comunitario.

I giovani che abbiamo incontrato fanno parte del Gruppo dei Volti Santi delle Parrocchie lucchesi Arancio, San Concordio e Centro Storico. Un gruppo che si è fortificato a seguito dell’esperienza al Giubileo degli Adolescenti dell’anno scorso a Roma, nell’Anno Santo della Speranza. E chi meglio dei giovani può tener viva la speranza!

In un tempo segnato da incertezze e cambiamenti, l’entusiasmo con cui abbiamo visto quei ragazzi giocare e relazionarsi, la loro disponibilità all’ascolto, l’interesse con cui cercavano di capire le condizioni dei loro coetanei lontani migliaia di chilometri continuano a essere segni concreti di speranza per la Chiesa e per il mondo.

Abbiamo percepito la vera missione degli educatori che erano lì: quella di accompagnare i ragazzi nel proprio cammino di fede, incoraggiandoli nel valorizzare i loro talenti e fidandosi delle loro capacità per responsabilizzarli ad essere parte attiva della comunità.

La bella serata si è conclusa con canti e balli e al suono degli strumenti africani che avevamo portato.

E prima di salutarci….. Un abbraccio e a prestissimo!!!