Dal 18 al 22 agosto ho trascorso qualche giorno a Belgrado, capitale della Repubblica di Serbia. Avendo a disposizione solo poco tempo ho camminato molto, circa 18km al giorno, per cercare di scoprire questo Paese non solo nelle sfaccettature più comuni.
Alloggiavo in un piccolissimo appartamento proprio davanti al Parco Kalemegdan ed è da lì che ho iniziato la mia visita in questa città.
Il Parco Kalemegdan è oggi una fortezza che ospita uno zoo, un parco giochi, monumenti, porte storiche, ponti di legno, chiese, un mausoleo, bunker della Seconda Guerra Mondiale, sotterranei, musei, fontane e campi da gioco che testimoniano il legame indissolubile tra i serbi e lo sport, ma in passato Kalemegdan è stato il primo insediamento nell’area di Belgrado.
Ecco 10 cose da sapere di Belgrado e della Serbia più in generale.
#1
Belgrado ha una storia travagliata. Dalla sua nascita è stata coinvolta in oltre cento guerre e rasa al suolo decide di volte, qualcuno azzarda a dire addirittura quarantaquattro.
#2
Nel 1999 Belgrado fu bombardata dalla NATO che colpì anche obiettivi civili. Tra gli edifici bombardati ci fu anche la sede della radiotelevisione di stato. Fuori dal centro di Belgrado il Generalštab (Edificio dello Stato Maggiore Jugoslavo) danneggiato dai bombardamenti è stato lasciato intatto come memoriale.
Nei pressi della Chiesa di San Marco, una statua raffigurante una bambina con la frase in inglese “Eravamo solo bambini” ricorda le vittime innocenti.
#3
Le varie dominazioni che si sono succedute nella città si evincono anche dai nomi delle strade di Belgrado, alcune delle quali hanno cambiato nome persino sei volte. Solo il nome della via principale del centro, Knez Mihailova, è rimasta invariata nel corso degli anni.
Oggi, i nomi di quasi tutte le strade sono scritti secondo i due alfabeti riconosciuti in Serbia: il latino e il cirillico.
#4
C’è una parola serba utilizzata a livello internazionale e comune anche nel nostro linguaggio: vampiro. Pare infatti che il primo vampiro fosse serbo e di lui parlarono anche i giornali austro-ungarici nel 1725.
#5
Una notizia che interesserà molto i fruttariani: la Serbia è uno dei maggiori produttori ed esportatori di lamponi.
#6
Le destinazioni sui display degli autobus sono in lingua locale, per cui se volete prendere un autobus, peraltro tutti gratuiti in città, informatevi bene! Il rischio è quello di perdervi, proprio come ho fatto io.
A proposito di autobus, può essere utile sapere che, quando arrivate in aeroporto, potete prendere gratuitamente il n°72 per raggiungere il centro.
#7
Anche a Belgrado c’è una Silicon Valley. Questo è il nome con cui i belgradesi indicano il quartiere della movida di lusso, frequentato da persone ricche o da turisti in cerca di divertimento.
#8
Belgrado nasce sulla confluenza di due fiumi: il Fiume Danubio e il Fiume Sava. Questa confluenza la si può osservare bene dalla Fortezza Kalemegdan; all’ora del tramonto, tutto sarà ancora più magico.
#9
Alcuni sondaggi eleggono il popolo belga uno tra i più ospitali al mondo.
#10
La maggior parte dei cognomi serbi finiscono in “ic” che significa “figlio di”.
#11
Uno dei più grandi scienziati al mondo è nato in Serbia: Nikola Tesla. Un nome familiare anche per le nostre orecchie. Vi suggerisco di visitare il museo a lui dedicato; si trova a Belgrado ma aspettatevi di trovare la fila per entrare, siate pazienti!
Benché la Serbia non sia tra i Paesi più visitati d’Europa, il fatto che abbiano messo un volo diretto Pisa-Belgrado, mi ha spinta ad andare e sono stata molto felice di averla visitata anche se per pochi giorni e di aver avuto la possibilità di conoscere il suo popolo, la sua storia, le sue tradizioni e la sua cultura.