Il 30 giugno di ogni anno, si fa memoria dell’Eccidio di Valpromaro (LU), la prima strage nazifascista avvenuta in Versilia nel 1944.
Quest’anno anche io ho preso parte alla commemorazione che ha avuto inizio al Monumento ai Caduti con il racconto delle brutali uccisioni, avvenute il 30 giugno 1944, di dodici uomini catturati durante il rastrellamento del paese il giorno precedente.
Tra i presenti durante il ricordo, si potevano scorgere gli occhi visibilmente commossi di chi, aveva un vincolo di parentela con quegli innocenti vittime della crudeltà umana.
Al termine degli interventi e della preghiera al Monumento, si è svolto un corteo verso il centro di Valpromaro fino allo spazio esterno della Chiesa dove abbiamo ascoltato le testimonianze di suor Gloriose Nshimirimana e Federico Teani, un momento di condivisione dal titolo “Beati gli Operatori di Pace”.
Sebbene Valpromaro sia un borgo molto piccolo, sono rimasta sorpresa nel vedere tanta partecipazione e coinvolgimento.
Suor Gloriose ha sottolineato gli effetti devastanti della guerra e le profonde conseguenze che lascia nella vita di chi l’ha vissuta.
Federico, missionario laico in Ruanda per sei anni, ha evidenziato gli aspetti sociali che persistono ancora oggi a seguito del genocidio del Ruanda avvenuto nel 1994.
Ascoltare parlare chi la guerra l’ha vissuta e capire anche il dono prezioso del sostegno missionario, per me è stato non solo toccante ma anche uno stimolo a fare di più e coinvolgere sempre un maggior numero di persone.
Suor Gloriose e Federico hanno messo in luce il grande valore della pace che diamo sempre per scontata ma che purtroppo è continuamente minacciata.
Anche chi investe il proprio tempo e le proprie energie per dar voce a persone che vivono la guerra e che sono dimenticate da tutti, è un Operatore di Pace – ha concluso suor Gloriose – e non dimentichiamo che il Signore nelle Beatitudini ci ha detto: Beati gli Operatori di Pace perché saranno chiamati Figli di Dio.