La sera del 29 maggio insieme a suor Gloriose sono partita a bordo del pulmino delle suore per raggiungere la loro comunità di Cariati, in Calabria.
Abbiamo sostato una notte a Roma e il mattino successivo prima di partecipare alla Santa Messa in San Pietro, abbiamo attraversato la Porta Santa…Una grandissima emozione!
Abbiamo ripreso il viaggio intorno a mezzogiorno e, nel tardo pomeriggio, siamo giunte a Cariati dove il primo giugno avrei avuto due presentazioni.
Ad accoglierci c’erano suor Giovanna, suor Maria e nonna Peppina che ci hanno coccolate per i tre giorni che siamo rimaste lì.
Ho potuto conoscere più da vicino il caro don Giorgio, parroco della comunità. È stato lui durante la celebrazione delle Messe a darmi la possibilità di testimoniare la mia esperienza in Congo e le motivazioni che mi hanno portato a scrivere “Eppure si vive anche così”.
La comunità di Cariati è abitata da uomini e donne di grande generosità e molto sensibili alle opere delle Sorelle di Santa Gemma. È stata tangibile la loro gratitudine alle suore per le attività e il sostegno silenzioso che portano avanti ogni giorno.
Nel tempo che avevo a disposizione ho brevemente raccontato la mia esperienza in Congo e la dura condizione che ancora oggi grava sul popolo congolese, già afflitto da tante ingiustizie e povertà ma che oggi si trova a vivere anche il dramma della guerra e una situazione di terrore generata dall’ingresso dei ribelli proprio nei territori dove si trovano le comunità delle sorelle.
La sensibilità missionaria di don Giorgio e della comunità è stata per me disarmante e penso potrebbe essa stessa essere oggetto di testimonianza.
Grazie per l’abbraccio sincero e carico di affetto che ci avete rivolto. Siete stati un dono che la stesura di questo libro mi ha permesso di incontrare.