“Testimoniare“. É questo il titolo della poesia che ho scritto per ricordarmi che l’esperienza in Congo non è terminata con il rientro in Italia.
Ho scelto di fare un’esperienza missionaria, che fin da subito immaginavo straordinaria.
Per un tempo giusto, sono rimasta per tre mesi, in mezzo alla cultura e alle tradizioni congolesi.
Sono rientrata nel gennaio ‘24 dopo settimane trascorse a vivere, osservare, condividere, pregare, respirare…e da allora ho un solo desiderio: quello di testimoniare.
Testimoniare la gratuità della scelta delle suore, che restano accanto alla gente che vive la guerra e non lo fanno per interessi, lo fanno per amore.
Testimoniare che è possibile riempire ogni giorno oltre 600 piatti con bugali e fagioli, perchè i bambini e ragazzi di strada anche se abbandonati dal mondo, si sentano meno soli.
Testimoniare che c’è chi verso questi giovani ha un interesse reale e si impegna per garantir loro un futuro dignitoso, onesto, sobrio e solidale.
Testimoniare che c’è gente che anche se per sopravvivere affanna, non smette di prendersi cura di persone ancora più povere per non lasciarle morire da sole, in una capanna.
Testimoniare che è possibile camminare in mezzo al pantano, con le scarpe sporche ma con un bambino che tiene stretta la tua mano.
Testimoniare che non esiste strada tanto malmessa che non conduca ai poveri, quasi come ad onorare una promessa.
Testimoniare che fin da piccoli si può essere resilienti, beffare l’avidità dell’uomo, dei più potenti rimanendo sorridenti.
Testimoniare che esiste ancora oggi chi deve fuggire dalla propria casa, lasciare gli affetti, lasciare i ricordi ed essere prigionieri in campi profughi dove a farti la guardia ci sono balordi.
Testimoniare la fede dei poveri, grande, inesauribile fatta non di tanta retorica ma molto concreta, evidente, tangibile.
Testimoniare che la differenza può farla davvero l’umile servizio, prestato con semplicità, con passione, astenendosi dal giudizio.
Testimoniare che se questo servizio lo si fa con gioia sarà migliore, varrà di più perché si sa che il sorriso è contagioso e sa fare un gran rumore.
Testimoniare che i bambini avranno sempre sete di vita, nonostante siano i primi bersagli dell’ingiustizia, hanno una dote, la più ambita.
Conoscono la felicità perché sanno perdonare e da loro ogni adulto, ogni potente, ogni capo di stato dovrebbe imparare.
Infine, voglio testimoniare che nel mondo c’è molto amore, molta missionarietà e molta compassione non credete solo a quello che ci dice la televisione.
A chi mi chiede: “Ma veramente hai scritto un libro? Allora ti sei data da fare” con orgoglio rispondo: “Certo, ho un grande obiettivo….quello di testimoniare”.