Ho atteso tantissimi anni prima di poter ripartire per la missione. Ma in tutto quel tempo c’è sempre stata una costante: il sogno di tornare in Africa.
Nel giorno del mio compleanno, nell’aprile 2023, mi trovavo nel salone di Casa Madre insieme a suor Antonia e suor Elisabetta, Superiora della Congregazione Missionaria delle Sorelle di Santa Gemma.
Feci un bel respiro, presi coraggio e domandai: “Suore, sareste disposte voi ad accogliermi in Congo per un nuovo viaggio missionario? Vorrei partire e vorrei poterlo fare con voi”. “Diamine!” rispose la Madre. “Quando vorresti partire?” domandò suor Antonia. “Non lo so con precisione ma penso a cavallo tra ottobre e novembre prossimi. Vorrei rimanere almeno tre mesi”, affermai con sicurezza. “Si, per noi non c’è problema, anzi…siamo contente!” replicò la Madre Elisabetta.
Così, nella Giornata Mondiale Missionaria che quell’anno si celebrava il 22 ottobre, iniziò il mio viaggio missionario verso la Repubblica Democratica del Congo. Erano trascorsi ben dieci anni dall’ultima volta là.
La ferma decisione di partire per un tempo così lungo maturò a seguito di alcuni mesi di fatica vissuti a livello personale e famigliare. Sentivo forte il bisogno di uno stacco e di un tempo da dedicare al mero servizio.
Nei tre mesi trascorsi tra Bukavu e Kavimvira, nella Regione dei Grandi Laghi, sono stata premurosamente guidata dalle suore del luogo che mi hanno fatto toccare con mano, attraverso l’apostolato, la piaga della miseria in cui è imprigionato il popolo congolese.
Mi trovavo ancora in Congo mentre sentivo crescere in me il desiderio di testimoniare quella realtà a più persone possibili. Ecco così che, grazie alla complicità di alcuni amici, abbiamo organizzato alcuni collegamenti con l’Italia ed alcune interviste che raccontassero le dure e precarie condizioni di vita della gente del Congo.
Rientrata in Italia, ho avuto l’opportunità di dare continuità al desiderio della testimonianza, attraverso la stesura del libro “Eppure si vive anche così” che, inaspettatamente, ha fatto conoscere la mia esperienza non solo a Lucca, città in cui vivo, ma in tante città d’Italia.