Rientrata in Italia dopo un mese trascorso in Zambia, le emozioni sono ancora fortissime e necessitano di tempo per essere decifrate.
Tra le tante persone che abbiamo incontrato, c’è stato Freddy, un ragazzino di quindici anni con disabilità. Lo abbiamo conosciuto una domenica sulla via che ci avrebbe condotte in Chiesa a Chawama, un quartiere alla periferia di Lusaka.
Freddy era seduto su una sedia a rotelle della quale ormai rimaneva ben poco: un ammasso di ferro legato insieme. Non svolgeva la funzione che avrebbe dovuto svolgere, infatti era spinta da alcuni amici di Freddy che quasi lo portavano di peso.
“È stato bello conoscerti Freddy. Ora dobbiamo scappare perché tra poco inizierà la Messa. Nei prossimi giorni però ti verremo a trovare”.
Qualche giorno dopo, come promesso, siamo state a casa di Freddy. Tre stanze molto umili in cui vivevano Freddy con due fratellini, la nonna, la zia e una cuginetta nata da qualche settimana. La mamma lavorava come babysitter in una famiglia e lì aveva anche l’alloggio. Dei circa quarantatré euro mensili che guadagnava, una piccola parte la mandava a sua madre per il sostegno dei tre bambini. Il padre di Freddy, invece, si trovava in carcere per omicidio. Nessuno nella famiglia lavorava, l’unico a farlo era il nonno, morto circa dieci giorni prima.
“Abbiamo conosciuto Freddy, c’è qualcosa che possiamo fare per lui?”
“Senz’altro! Avrebbe bisogno di una nuova sedia a rotelle che ci permetta di portarlo fuori senza cercare persone che siano disponibili a prenderlo di peso”, questa fu la risposta della zia alla nostra domanda.
Ci attivammo subito per capire dove trovare e quanto potesse costare una sedia a rotelle. La trovammo in città al costo corrispondente a 160 euro.
La sera, colpita dall’incontro con Freddy, pubblicai sui miei social una foto con lui scrivendo che avrei voluto acquistargli una nuova sedia a rotelle. Ed ecco che accade un miracolo grande! In poco tempo diverse persone si fecero avanti e si offrirono di sostenere l’acquisto per Freddy. Grazie alla grande generosità degli amici italiani in poco tempo è stato raccolto il necessario non solo per comprare la sedia a rotelle ma anche altre cose necessarie a sostenere la famiglia. Innanzitutto dei materassi perché nessuno più dormisse a terra; la possibilità di far frequentare a Freddy un centro in cui fare attività e fisioterapia, dei vestiti per Freddy e per gli altri bambini, un po’ di spesa e il materiale necessario per consentire alla nonna di avviare una piccola attività di commercio e guadagnare qualcosa per la famiglia.
L’impegno di tanti amici che dall’Italia hanno mostrato la loro empatia e la loro generosità è stato una manifestazione di amore gratuito di cui io stessa mi sono innamorata e sono davvero riconoscente a tutti perché grazie a voi ho potuto godere della gioia di Freddy e della sua famiglia, con la speranza di esserne fedele testimone.
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