Scelsi ancora la missione

Il primo viaggio missionario fu così travolgente che sentii di avere il bisogno di un po’ di tempo per capire bene che direzione dare alla mia vita. Fu così che decisi di prendermi un anno da dedicare al servizio nell’attesa di individuare il lavoro che desideravo fare.

Nei mesi avvenire, trascorsi molte giornate insieme ai bambini della Casa Famiglia Santa Gemma. La struttura si trova a Segromigno in Piano (LU), non molto distante da dove abitavo.

Passarono veloci i giorni, le settimane e i mesi e si presentò l’occasione di ripetere l’esperienza missionaria in Congo con le Sorelle di Santa Gemma. Travolta ancora dall’entusiasmo del precedente viaggio in Africa, partii nuovamente a fine luglio 2013 con suor Antonia e un nuovo gruppo di ragazzi per un campo lavoro a Bukavu.

Fu in quell’anno che venne inaugurata la “Casa di Matteo”, una struttura che avrebbe accolto in modo residenziale alcuni dei ragazzi di strada.

Quella fu per me un’esperienza più consapevole: conoscevo le comunità, le suore che ci avrebbero accolto ed anche le tensioni che segnavano il territorio.

Al mio rientro in Italia, mi fu chiesto di rilasciare un’intervista per raccontare cosa spingesse una giovane ad investire il proprio tempo e le proprie vacanze estive in un’esperienza missionaria, in una terra lontana.

Fu proprio quella intervista che mi portò a conoscere Maria Pia Bertolucci. Lei mi introdusse seriamente nel mondo del lavoro e fu una collaborazione che sarebbe andata avanti per anni. Quell’incontrò rappresentò un pezzo di un puzzle che si andava ad incastrare perfettamente con gli altri.

Due amici
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