Giovedì 20 febbraio 2025 ricorre il sesto anniversario della morte di Maria Pia Bertolucci.
Ma chi era Mapi per me?
Ho conosciuto Maria Pia a seguito di un’intervista che mi fu fatta al rientro dalla missione in Congo. Ci sentimmo e mi chiese quali fossero le mie ambizioni e se mi potesse interessare lavorare in una delle tante attività gestite da lei.
All’epoca ero appena laureata e avevo bisogno di inserirmi stabilmente nel mondo del lavoro, per cui accettai l’offerta.
Iniziò così la mia collaborazione con questa donna che non sarebbe stata solo una datrice di lavoro, ma una maestra e un faro nell’ambito professionale e soprattutto nella fede.
Prima al Museo della Cattedrale, poi all’Asilo Nido “Angelo Custode”, infine alla Misericordia di Capannori e alla Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia. Mi sono lasciata coinvolgere con grande entusiasmo in tutte le attività che mi proponeva con l’assoluta certezza che Mapi desiderasse sempre il meglio per me.
Ha creduto profondamente nelle mie capacità gratificandomi per i risultati che insieme riuscivamo a raggiungere soprattutto nell’ambito della progettazione sociale.
Di una fede incrollabile anche nel momento della grande fatica fisica dovuta alla malattia, è stata esempio di tenacia incarnando gli insegnamenti evangelici senza mai smettere di guardare agli ultimi e agli esclusi, continuando a pensare a nuove strategie per ridurre le marginalità.
Mi ha sempre incoraggiata nei miei sogni, assecondando la mia passione nel viaggiare. Ha dato linfa alle mie potenzialità lasciandomi sperimentare, progettare e realizzare.
Ricordo gli anni trascorsi con lei e Linda, altra figura di riferimento e amica di Maria Pia, come anni spensierati e motivanti.
Il dono più grande che mi ha fatto? Le relazioni!
Seppur non vi sia più un coinvolgimento professionale ma rimanga solo un legame affettivo con le tante attività che erano gestite da Mapi, è stata in grado di farmi conoscere tantissime persone con le quali abbiamo costruito reti solide, accreditandomi ai loro occhi in modo semplice e materno.
Avrei voluto realizzare ancora molti progetti insieme a lei, ma la sua prematura scomparsa ha bruscamente interrotto questo cammino che in parte ho avuto il privilegio di percorrere e che custodisco gelosamente dentro di me.
Innumerevoli le cose che ho imparato da questa donna, insegnamenti concreti che spendo nella vita di tutti i giorni.
Mapi per me è una Santa della Chiesa di Lucca e sono grata di averla avuta nella mia vita!
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