La reliquia di San Carlo Acutis

Un momento di forte spiritualità è stato per me quello vissuto oggi al Santuario della Madonnina del Carmine di Capannori (LU) alla presenza della reliquia del cuore di San Carlo Acutis.

Il postulatore, Nicola Gori, ha parlato di questo ragazzino morto a quindi anni e canonizzato lo scorso 7 settembre da Papa Leone XIV.

Per chi non conoscesse il ruolo del postulatore, lo spiego brevemente. Nella Chiesa cattolica, il postulatore è colui che si occupa degli adempimenti giudiziari e giuridici richiesti per le cause di beatificazione e canonizzazione. É un argomento che mi affascina molto quello relativo ai compiti di un postulatore ma che merita uno spazio a parte.

Non so, questo pomeriggio, per quanto tempo abbia parlato della vita di San Carlo Acutis, ma io lo avrei ascoltato ancora per tanto, tantissimo tempo.

Mi ha fortemente interpellata la vita di questo ragazzino, una vita breve ma ricca di santità. In particolare mi hanno colpito tre cose.

  1. L’amore per Cristo nel cuore di un adolescente. Il suo desiderio quotidiano di vivere l’Eucarestia ha fatto la grande differenza. Il postulatore, raccolta la testimonianza della nonna, ha raccontato che Carlo ogni giorno chiedeva di andare a Messa e i familiari cercavano di accontentarlo come potevano. La famiglia era credente ma frequentava saltuariamente, è stato Carlo a trascinare i genitori e i parenti nella fede, attraverso una testimonianza forte e concreta.
  2. L’attenzione per gli ultimi e per i poveri che mai dimenticava. Spesso ritardava ad entrare in classe perché nel tragitto che faceva in bicicletta da casa a scuola si fermava a parlare con gli extracomunitari, i senzatetto, persone che generalmente vivono la marginalità e che furono presenti al funerale del giovane Carlo. Solo vedendo quella folla, i genitori capirono l’impegno del figlio nell’aiutare i poveri non solo materialmente ma anche spiritualmente.
  3. Carlo a volte in classe veniva ripreso dalle maestre perché faceva confusione come è capitato a qualsiasi altro ragazzino della sua età. Era un giovane simpatico, amava stare in compagnia e anche vivere momenti a contatto con la natura. Però non si è dimenticato mai di Gesù e le sue virtù, come quella nell’utilizzo dell’informatica, l’ha utilizzata per far conoscere il Signore, creando una mostra virtuale sui “Miracoli Eucaristici”.

Ci sarebbero tantissime altre cose da dire su Carlo. La figura di questo giovane ci fa capire che tutti siamo chiamati alla santità e che possiamo percorrere questa via nella quotidianità alla luce del Vangelo.

Preghiamo perché San Carlo Acutis sia di ispirazione per tanti giovani.

Baciare e venerare la reliquia del cuore, quel cuore che è stato contenitore di un amore inesauribile per Gesù, è stato un dono grandissimo!

Viva i giovani, viva San Carlo Acutis!

San Carlo Acutis al Santuario della Madonnina - Foto di Selene Pera