Il mondo intero grida “PACE” ed è un grido che non può ma soprattutto non deve rimanere inascoltato.
Abbiamo sentito frasi inaccettabili a fronte di tragedie disumane come “c’è stato uno sbaglio”. Lo sbaglio è quando nell’auto metto la benzina al posto del diesel non quando viene bombardato un ospedale o vengono mutilati uomini, donne o bambini.
Vogliamo la PACE!!!
Cammini per le vie del tuo Paese e c’è la guerra,
non sai dove tenere lo sguardo per non vedere i corpi riversati a terra.
E al bambino che è insieme a te e che chiederà “Che cos’è questo rumore?”
Dovrai spiegargli che il termine più giusto non è rumore ma è “fragore”.
Ed è quello dello scoppiare delle bombe
che sugli ospedali, sui campi profughi, quelli dei poveracci, moltiplicano le tombe.
Quando cercherai dopo un attacco di dire a tua madre che stai bene,
con un messaggio, una chiamata, molto semplice, per alleviare le sue pene.
Scoprirai che hanno interrotto la comunicazione
per evitare di dare al mondo qualsiasi informazione.
Quando invece ogni negozio sarà chiuso e non potrai uscire di casa e ti verrà fame,
prega Dio di avere qualche scorta e un po’ di bestiame
che fino ad oggi hai allevato con amore e con passione,
ma se non vuoi morire purtroppo devi prendere quell’amara decisione.
Quando ti viene sete e non c’è più acqua potabile
e una bottiglietta è un tesoro quasi introvabile.
Davanti ad una pozzanghera ti inginocchi,
fai un bel respiro, chiudi gli occhi
e con la mano ti porti quell’acqua alla bocca.
Sentirai un beneficio ma sai quale sarà la sorte che ti tocca.
Perché tutti lo sanno, bere acqua inquinata si traduce in malattia,
colera, epatite che non lasciano scampo e ti portano via.
La guerra genera miseria, paura, disperazione.
Ah già ma solo nella vita delle povere persone
che non hanno colpa se non quella di vivere in una nazione
dove tutto il mondo se ne frega della sua popolazione.
Ed è questo quello che succede in Congo e in tanti altri Paesi
dove le vite umane sono come quadri appesi
ad un muro durante un terremoto violento
che fa cadere anche le pareti inanimate nello sgomento.
Chi aveva promesso di proteggere la sua terra e la sua gente se n’è andato.
Ha cercato il primo mezzo, forse l’unico, ci è salito ed è scappato.
Allora nonna, mamma e papà fanno l’unica cosa che resta da fare,
si nascondono sotto i letti o nelle cantine per non farsi trovare e iniziano a pregare
perché io, che sono figlia e nipote mi possa salvare.
Tra le tante domande che mi faccio nella vita, ce n’è una a cui non trovo risposta,
eppure non mi pare nemmeno che sia la più tosta.
Mi rivolgo a voi, potenti del mondo, che per gli altri decidete la guerra
perché ne vale la pena per conquistare un pezzo di terra.
Che cos’è che tanto non vi piace
della parola pace?
Spiegatemelo, vi prego, perché divento pazza
a pensare che riuscite ancora a dichiarare guerra ad una razza.
Ma ci vuole di aver studiato per capire che due occhi, due gambe, un cuore e due mani,
ci fa in tutto il mondo esseri umani?
É mai possibile che dal passato
non ci sia niente che abbiate imparato?
Mi fa venire i brividi pensare
che guerra, deportare, torturare
siano parole che ancora oggi si possono giustificare.
Dimostralo se come tutti dicono sei davvero potente,
deponi le armi e vai a restituire la dignità alla tua povera gente.
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